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castello e parco di sammezzano

Castello di Sammezzano, il non plus ultra toscano

Grazie alle giornate FAI di primavera ho potuto realizzare un grande sogno: visitare il Castello di Sammezzano. Ancora non ci credo di aver camminato per quelle sale, ero a bocca aperta.

Ma perché Sammezzano è chiuso al pubblico e viene aperto solo per pochi fortunati? A chi appartiene? Cercherò di rispondere a tutte queste domande e anche di più nell’articolo.

Dove si trova Sammezzano

Il Castello di Sammezzano si trova in Toscana, a circa 45 minuti da Firenze, nel Comune di Reggello. E’ situato su un’altura e si intravede tra gli alti alberi che lo accerchiano arrivando nell’abitato di Leccio.

La storia antica

Sammezzano è il più importante esempio di architettura orientalista in Italia.

La storia del castello potrebbe risalire addirittura all’epoca Romana, quando Carlo Magno vi si fermò dopo aver fatto battezzare il figlio dal Papa.

Successivamente divenne un castello medievale per volere di un nobile spagnolo, e poi ereditato dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona. Quello che vediamo oggi lo dobbiamo a lui.

Il marchese Ferdinando, affascinato dall’Orientalismo, avviò i lavori di ristrutturazione e stravolse completamente l’aspetto del castello. Così tra il 1843 e il 1889, fece decorare le sale e progettò anche l’enorme parco.

Inoltre, anche se Ferdinando stava decorando le sale nello stile orientalista diffuso all’epoca, molti storici dicono che in realtà lui non era mai stato in Oriente, ma si basava solo su quello che aveva visto e letto nei libri.

Ferdinando morì il 18 settembre 1897 e lasciò il castello ai suoi eredi. Inoltre sua figlia decise di vendere all’asta alcuni arredi.

Durante il secondo conflitto mondiale, il castello di Sammezzano venne razziato dai nazisti, poi usato come deposito militare e ospedale per gli alleati.

Successivamente, nel 1970, la società Sammezzano S.p.A. lo trasformò in un albergo-ristorante di lusso. Il piano nobile invece veniva usato per cerimonie ed eventi.

Nel 1990 l’albergo chiuse e da quel momento Sammezzano rimase in stato di abbandono. Il castello divenne quindi preda di ladri e vandali.

sammezzano

La storia attuale

Dopo anni di silenzio, nel 2013 nasce a Reggello il “10 marzo 1813-2013, Comitato per i duecento anni dalla nascita del Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona” (Comitato FPXA).

Il Comitato riusciva quindi ad organizzare alcune visite in collaborazione con la proprietà italo-inglese Sammezzano Castle s.r.l., riuscendo ad attrarre sempre più persone.

A seguito della messa all’asta di Sammezzano e allo stato di degrado in cui la vecchia proprietà continuava a lasciarlo, a settembre del 2015 è nato il Movimento Save Sammezzano.

Questo movimento ha e sta portando avanti varie attività di sensibilizzazione, facendo conoscere le sue meraviglie e lo stato di abbandono in cui riversa.

La proprietà Sammezzano Castle s.r.l. non ha mai iniziato i lavori di recupero. Inoltre, essendo una proprietà privata, le istituzioni non possono intervenire.

Il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona

Ferdinando Panciatichi Ximens D’Aragona nacque a Firenze il 10 Marzo 1813 da una famiglia molto ricca.

Anche senza una laurea, il marchese era architetto, imprenditore, botanico, ingegnere e politico. Inoltre possedeva una Galleria e Museo di inestimabile valore che faceva visitare dietro pagamento di un biglietto.

Durante gli anni di Firenze Capitale ci fu la necessità di costruire nuove abitazioni. Infatti vennero realizzati nuovi quartieri residenziali come ad esempio “La mattonaia”, dove Panciatichi possedeva diversi terreni e case tra cui lo stesso palazzo Ximenes.

Ferdinando partecipò attivamente alla storia politica di Firenze e dell’Italia del tempo, ma ne rimase talmente deluso che, nella Galleria delle Stalattiti fece scrivere:

Mi vergogno a dirlo, ma è vero, l’Italia è in mano a ladri, “meretrici” e sensali, ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato

Le cose non sono cambiate molto, vero?

Trascorse i suoi anni al Castello di Sammezzano, partecipando alla costruzione del suo Sogno d’Oriente, leggendo libri e disegnando i decori che ancora si vedono nelle stanze del Castello.

Tuttavia egli non viaggiò mai in Oriente, eppure è proprio dove ci sente trasportati mentre si cammina per le stanze del piano nobile del Castello.

Ferdinando morì nel 1897 lasciando Sammezzano incompiuto.

Le sale

Le sale del Castello di Sammezzano, soprattutto quelle del piano nobile, sono diventate molto famose grazie alle foto che girano sul web. Sarà come viaggiare virtualmente in Oriente, fino all’Arabia e alla Spagna.

Una serie di frasi in italiano e latino accompagnano il visitatore durante questo viaggio.

Ecco le sale più famose:

1. La Sala d’Ingresso o Sala del Non Plus Ultra

La Sala d’Ingresso a pianta rettangolare è la prima che incontriamo quando saliamo al piano monumentale del Castello.

Lo sguardo si perderà tra gli specchi, i capitelli, le colonne, il soffitto a cassettoni e le vetrate colorate delle finestre che creano bellissimi effetti quando il sole ci batte contro. La stanza è un tripudio di colori e tra questi spiccano l’azzurro, il rosso e l’oro.

Su due porte, una di fronte all’altra, spicca la scritta “NON PLUS ULTRA”, infatti non esiste luogo al mondo più bello di questo.

Posso solo immaginare cosa possono aver provato gli ospiti di Ferdinando Panciatichi quando venivano introdotti alla visita.

castello di sammezzano          sala non plus ultra

2.La Sala delle Stelle

Passata la porta del NON PLUS ULTRA, ci troviamo in una sala più piccola, di passaggio.

La Sala delle Stelle è stata progettata ispirandosi alla sala delle due sorelle dell’Alhambra a Granada.

Il nome della stanza è dato dalle vetrate a forma di stella.

sala delle stelle

3. La Sala da Ballo o Sala Bianca

La maestosa, bellissima ed elegante Sala Bianca, la più grande di tutto il castello.

Essa infatti ha una forma ottagonale, un’enorme cupola in stucco bianco e 24 colonne che sorreggono i due piani.

Inoltre, le stanze del secondo piano erano diventate le camere dell’albergo aperto negli anni ‘70. Ma quanto deve essere stato bello ed emozionante potersi svegliare ed ammirare il Sogno d’Oriente?

La Sala da Ballo è il più importante salone italiano realizzato solo in stile moresco, così come l’Alhambra in Spagna.

Anche il pavimento è suddiviso in 8 parti, con rosoni in vetro che filtravano la luce in occasione di feste e cerimonie che vi si svolgevano.

Al centro del pavimento si trova una grata in marmo. Al di sotto di questa si trova una palma in terracotta da dove zampillava l’acqua, formando così una fontana.

Lo sguardo si perde tra rifiniti dettagli, motivi floreali e geometrici. Inoltre, in molte parti del castello, troverai la sigla F.P.X che sta per Ferdinando Panciatichi Ximenes.

castello di sammezzano         

3. La Sala degli Specchi o Sala delle Farfalle

Una sala più piccola il cui soffitto, se si guarda bene, ricorda tante piccole farfalle in movimento.

Un’altra particolarità è la cupola realizzata a “muqarnas”, una soluzione decorativa propria dell’architettura islamica, usato soprattutto nelle cupole o nicchie più piccole.

Il marchese Ferdinando però inserì un elemento innovativo, cioè degli specchi alla fine di ogni goccia, in modo che la luce esterna e la luce delle candele di notte illuminassero completamente la stanza.

4. La Gallerie delle Stalattiti

Il nome del corridoio deriva dalle decorazioni colorate che pendono dal soffitto.

Le pareti sono decorate con arabeschi e piastrelle chiamate “azulejos”, ovvero un tipico ornamento dell’architettura spagnola. Il corridoio è diviso in tre campate coperte da cupole.

Inoltre, questa stanza riporta una frase di Dante nella campata centrale:

O voi ch’avete l’intelletti sani mirate la dottrina che s’asconde sotto il velame degli segni strani”

Il marchese infatti, gran conoscitore di Dante, cambiò la parola “versi” con “segni” per alludere ad un segreto nascosto tra i colori di questa galleria.

galleria delle stalattiti          castello di sammezzano

5. La Sala dei Gigli o Sala del Consiglio

Una delle sale più sorprendenti del castello che rischiava di crollare. La proprietà che allora si occupava del castello è fortunatamente riuscita ad intervenire in tempo e salvare la porzione di tetto danneggiata.

Appena si mette piede in questa sala, sembra di arrivare in Cina. Si capisce all’ingresso dove, sopra la porta si trova una decorazione che ricorda le squame di un serpente o un dragone cinese.

La sala prende il nome dai gigli bianchi decorati sulle 20 colonne blu che la circondano.

Il soffitto è caratterizzato da una cupola con tanti vetri colorati che creano un bellissimo gioco di colori quando vengono colpiti dal sole.

sala dei gigli          castello di sammezzano

6. La Sala dei Pavoni

Arriviamo alla sala più famosa, colorata e fotografata di tutto il castello, infatti la BBC ha inserito il suo soffitto tra i 10 più belli del mondo e lo storico Carlo Cresti la definì “la Cappella Sistina di Sammezzano”.

Originariamente usata come sala da pranzo, il marchese, per costruirla, si ispirò alla corrente artistico-architettonico indiana moghul, ovvero un’insieme di architettura islamica, persiana e indiana.

La sala prende il nome dall’uccello dell’India, il pavone, infatti è caratterizzata da una decorazione a ventaglio che ricorda la coda colorata di un pavone.

La sala è stata costruita da operai locali con materiali realizzati in loco presso alcune fornaci che il Marchese fece appositamente costruire a Leccio.

castello di sammezzano          sala dei pavoni

7. La Sala degli Amanti o Sala di Lettura

Anche la Sala degli Amanti è di un colore bianco e molto luminosa grazie alle grandi finestre che la illuminano.

Decorata con stucchi e motivi geometrici, questa era anche la sala di lettura di Ferdinando perché attigua alla biblioteca.

Fu una delle ultime stanze ad essere ristrutturata, quando il Marchese, già in età avanzata, aveva abbandonato la politica. In quel periodo era stato accusato di speculazione nella ricostruzione del quartiere della Mattonaia a Firenze.

Nelle scritte sui muri della sala si ritrova infatti tutto il rammarico di quel periodo. Il marchese si sente solo, non compreso dal mondo, per cui si ritira nel suo maestoso castello, lontano da tutti, ma ci fa comunque sapere il suo pensiero.

Ferdinando si sente un genio, ma riconosce di avere qualcosa di folle dentro lui che lo ha spinto a costruire questo castello.

Questa sala è chiamata degli Amanti perché riporta i nomi di protagonisti della letteratura cavalleresca come Tristano e Isotta, Orlando, Ruggero, Angelica, Lancillotto e Ginevra.

Probabilmente la scelta di scrivere i nomi di amori così travagliati era riferito al matrimonio infelice con la moglie, mandata in esilio a Pisa con l’amante.

sala degli amanti

8. La Cappella

E’ completamente diversa dal resto del castello. Infatti ha colori beige più tenui e una luce fioca che entra dal soffitto.

In realtà non si tratta di una cappella cristiana, ma di un luogo dedicato alle religioni.

Infatti qui si trova un altare monolitico in terracotta tipico delle religioni orientali, una Croce cristiana che sovrasta il ciborio a forma di moschea e l’iscrizione “Dio è Grande” (riferimento all’espressione islamica “Allah Akbar”).

Gli esterni

Il Castello di Sammezzano ha una duplice facciata che rappresenta il sole e la luna.

La Facciata Lunare è la più conosciuta perché è dove si trova la doppia scalinata da cui si accede al castello.

Già dalla facciata, che è minuziosamente decorata con elementi architettonici della cultura araba, si capisce che l’interno non sarà da meno.

La Facciata Solare invece guarda verso la Valle dell’Arno e si intravede dal paese di Leccio.

I lavori all’esterno del castello non terminarono in tempo perchè il marchese potesse vederli.

facciata lunare          facciata solare

Il parco di Sammezzano

Il parco si estende su circa 190 ettari nel comune di Reggello (FI), di cui 65 del parco storico.

Da esperto di botanica e piante, il marchese Ferdinando si ispirò ai giardini all’inglese con una folta vegetazione, percorsi intriganti, senza un ordine logico.

Era come se fosse solo un assaggio di quello che un visitatore avrebbe ammirato nella villa.

La strada che si percorre a piedi per raggiungere il castello è molto suggestiva, in mezzo al bosco, fino ad incontrare viali di lecci e sequoie.

Infatti queste specie della California, importate in Inghilterra nell’Ottocento, si diffusero poi in tutta Europa. In Italia trovarono un clima ideale e soprattutto la nebbia, presente in queste zone, ne favorì la crescita.

Inoltre il marchese introdusse nel parco una molteplice varietà di piante.

La sequoia gemella

Durante il percorso a piedi per raggiungere Sammezzano si trovano delle frecce che indicano la famosa sequoia gemella alta più di 50 metri.

Con uno circonferenza di 8,4 metri fa parte degli alberi monumentali d’Italia, e della cerchia dei “150 alberi di eccezionale valore ambientale o monumentale”.

castello e parco di sammezzano          sequoia gemella

La casina cinese

La casina cinese o di caccia, molto vicina al castello, fungeva da alloggio per gli ospiti e residenza del custode. E’ chiamata casina cinese perché è stata costruita secondo lo stile architettonico della Cina imperiale.

Oggi la casina è in stato di abbandono, in condizioni ancora peggiori rispetto al castello.

Si può visitare il Castello di Sammezzano?

La risposta generale è no, so che è dura sentirlo.

Ma allora come hai fatto tu? Ti rispondo subito.

L’ultima visita al Castello di Sammezzano risaliva al 2015-2016 quando, i volontari del Comitato FXPA, erano riusciti ad aprire la struttura in alcune giornate accordandosi con i proprietari.

A Maggio 2021 il Fondo Ambiente Italiano è riuscito ad ottenere dei permessi per aprire il Castello durante le giornate FAI di primavera ed io sono stata una delle poche fortunate ad essere riuscita a prendere due biglietti. In pochi minuti sono esauriti più di 900 posti.

Dopo queste due giornate il Castello è stato chiuso nuovamente e non si sa se e quando sarà ancora visitabile.

Bisogna però tenere conto che, anche se sono stata davvero fortunata a poter ammirare la bellezza delle sue sale, non ho visto Sammezzano nella sua completezza.

Infatti, le camere del marchese sono tuttora inaccessibili perché i soffitti stanno cedendo, così come parte della struttura e delle finestre esterne.

La tenuta versa in condizioni davvero critiche e, se i proprietari non cercheranno di risolvere, altre aperture al pubblico saranno impossibili.

Spero comunque che, dopo il successo delle giornate FAI di primavera, le persone che se ne occupano abbiano capito quanto potenziale possa avere.

Cosa possiamo fare per salvarlo?

Sammezzano è un tesoro di inestimabile valore, per questo dobbiamo farlo conoscere, sensibilizzare ed impegnarci tutti insieme per salvare questa meraviglia.

Innanzitutto bisogna seguire le iniziative proposte da Save Sammezzano e dal Comitato FPXA, condividendo sui social le foto e far conoscere lo stato di degrado in cui si trova.

Inoltre, non dimentichiamo di votarlo come Luoghi del Cuore FAINel 2020 ha ottenuto infatti il secondo posto.

Sammezzano è un luogo unico al mondo, nessuna foto potrebbe rendere giustizia a tanta bellezza. Avevo la pelle d’oca e ancora non mi sembra vero di essere riuscita a visitarlo, non riesco a spiegare tutte le emozioni che ho provato.

Continuo a sperare che le cose in futuro cambieranno e che l’intera area del castello e gli interni verranno resi visitabili nella sua completezza.

Tutti meritiamo di vederlo e godere della sua bellezza. Un miracolo architettonico del genere non deve essere dimenticato.

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